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La terapia della violenza di genere



L'esperienza di una relazione violenta può causare un forte stress emotivo e fisico che può portare a un disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Il PTSD può manifestarsi con sintomi come flashbacks, evitamento di luoghi e situazioni legati al trauma, ipervigilanza e difficoltà nel concentrarsi. Questi sintomi possono essere molto invalidanti e influire sulla qualità della vita della vittima.

Il trattamento EMDR si basa sulla teoria che il trauma non elaborato si trova bloccato nella memoria a breve termine e non riesce ad essere processato e integrato nella memoria a lungo termine. Ciò porta a un continuo stato di allerta e ansia, poiché il cervello non riesce a "dimenticare" il trauma. EMDR utilizza una serie di stimoli sensoriali, come il movimento degli occhi, per stimolare la memoria del trauma e facilitare il suo processamento.

In un contesto di violenza di genere, il trattamento EMDR può aiutare le vittime a superare il trauma subito, a ridurre i sintomi PTSD e a rafforzare la loro autostima e il senso di autoefficacia. La terapia EMDR è stata dimostrata efficace anche nel ridurre la depressione e l'ansia e nel migliorare il benessere generale.

Tuttavia, il trattamento EMDR deve essere utilizzato con cautela e solo dopo una valutazione accurata da parte di un professionista qualificato. Le vittime di violenza di genere possono avere bisogno di ulteriori supporti, come servizi di assistenza legale, di alloggio e di assistenza finanziaria.

Oltre ad aiutare le vittime è possibile anche lavorare sull'aggressore, infatti è possibile ridurre la recidiva della violenza domestica attraverso l'intervento sui comportamenti e le convinzioni dell'aggressore. Una delle sfide principali per i terapeuti che lavorano con aggressori è aiutarli a comprendere la natura e le conseguenze del loro comportamento violento, nonché a sviluppare strategie alternative per gestire i loro impulsi distruttivi.

Uno degli aspetti chiave di questo lavoro è l'identificazione e la gestione del furore. Il furore è un'emozione intensa e distruttiva che spesso viene associata alla violenza domestica. Può manifestarsi in modo acuto, quando una persona perde il controllo in modo incontrollabile, o in modo cronico, quando si verifica una rabbia costante e duratura.

Per gli aggressori, il furore può essere un'emozione particolarmente pericolosa, poiché spesso conduce alla violenza. Può essere scatenato da vari fattori, tra cui il senso di frustrazione, la paura, il senso di minaccia, l'umiliazione, la delusione, la gelosia e la rabbia accumulata.

Uno dei principali obiettivi della terapia dell'aggressore è aiutare i clienti a identificare i segnali del furore e sviluppare strategie efficaci per gestirlo in modo sano. Questo può includere tecniche di rilassamento, come la meditazione e la respirazione profonda, nonché strategie di distrazione, come l'attività fisica o l'ascolto di musica rilassante. Inoltre, i terapeuti possono lavorare con gli aggressori per sviluppare strategie di comunicazione efficaci, in modo che possano esprimere i loro bisogni e le loro emozioni in modo costruttivo, anziché violento.

In definitiva, la gestione del furore è un aspetto fondamentale del lavoro con gli aggressori nella terapia della violenza domestica. Aiutare i clienti a sviluppare una maggiore consapevolezza delle loro emozioni, nonché le strategie per gestirle in modo costruttivo, può aiutare a ridurre la recidiva della violenza e promuovere la sicurezza e il benessere di tutte le persone coinvolte nella relazione.


Dott. Umberto Pianella

Psicologo/Psicoterapeuta

Via Aldo Moro 55 a, Civitanova Marche

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