L'autosabotaggio e giudizio di sè

L’ auto-sabotaggio è spesso dovuto alle nostre aspettative irrealistiche, miriamo al perfezionismo e partiamo dal presupposto che non siamo in grado di fare determinate cose. Nel momento in cui invece riusciamo ad agire, operiamo un auto-sabotaggio per paura di fallire. Mettiamo così in atto comportamenti specifici: nel primo caso ci convinciamo che possiamo fare qualcosa solo se siamo esperti, nel secondo mettiamo in atto strategie a favore del nostro fallimento.

Auto-sabotaggio: perché lo facciamo?

Spesso, sabotiamo noi stessi sulla base di aspettative irrealistiche. Miriamo al perfezionismo oppure, partiamo dal presupposto che se non lo abbiamo fatto prima, non siamo in grado di farlo, nonostante non esista un comportamento totalmente innato che non necessiti di pratica per essere appreso. Praticare un comportamento ci aiuta quindi a migliorarlo.

Viceversa, nel momento in cui riusciamo ad agire, operiamo un auto-sabotaggio per paura di fallire (Tartakovsky, 2017). Si tende così a mettere in atto comportamenti specifici: nel primo caso ci convinciamo che possiamo fare qualcosa solo se siamo esperti, nel secondo mettiamo in atto strategie a favore del fallimento (come ad es. andare a una festa la sera prima di un esame o assumere droghe).

Causa dell’ auto-sabotaggio sarebbe della nostra grande immaginazione. Non raggiungiamo obiettivi positivi perché la nostra immaginazione inventa ogni sorta di scenario negativo e drammatico. Immaginiamo di fallire, di essere derisi o di essere respinti; immaginiamo ogni tipo di risultato che ci fa sentire vulnerabili o che temiamo profondamente. Con l’ auto-sabotaggio cerchiamo di proteggerci da sentimenti o situazioni spiacevoli (Lawson, 2017). Contemporaneamente sviluppiamo un’intolleranza all’incertezza: ci sabotiamo perché preferiamo la certezza e la prevedibilità rispetto all’ignoto.

Percezione di sé e degli altri

Anche se ci viene insegnato fin dalla tenera età a non giudicare, siamo naturalmente portati ad interpretare noi stessi e le nostre azioni in relazione agli altri. Spesso operiamo un auto-sabotaggio proprio perché pensiamo di non valere abbastanza per meritare il successo. Talvolta facciamo affidamento sulle nostre credenze nucleari dove i commenti altrui riecheggiano nelle nostre menti: “Non ci riuscirai mai”, “Non vali nulla”.

Tanti pazienti dicono di non essere amabili perché “il loro ex ha detto…, i loro genitori hanno detto…”. Si aggrappano a queste false credenze negandosi il successo, qualunque esso sia (Saenz-Sierzega, 2017). Ciò è determinato dal fatto che la gestione di una relazione è influenzata da tre elementi:

  • La nostra percezione di un individuo

  • La percezione che l’individuo ha di sé

  • La percezione che gli altri hanno di quello stesso individuo.

Avere uno sguardo verso l’esterno, non significa determinare se tale percezione sia giusta o sbagliata, ma riconoscere che esistono molteplici prospettive. È solo così che questa consapevolezza può migliorare le nostre interazioni e i nostri comportamenti.

Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2018/01/auto-sabotaggio-borderline/

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