I Sistemi Motivazionali Interpersonali: la Predazione e la Difesa

I Sistemi Predatorio e di Difesa sono caratterizzati dalla presenza di aggressività distruttiva, finalizzata a uccidere l'altro o almeno a danneggiarlo gravemente, e quindi ben diversa dall'aggressività ritualizzata tipica del sistema agonistico di rango. Il sistema predatorio è inoltre accompagnato da un eccitamento che non si può considerare simile alla collera: basti pensare che un cacciatore non è certo adirato verso la preda, ma anzi prova un particolare genere di esaltazione e piacere nel catturarla e abbatterla. Il sistema di difesa invece è caratterizzato da un particolare genere di paura, e da una collera anch'essa distruttiva, finalizzata a danneggiare il più gravemente possibile l'aggressore, sino a ucciderlo.

Il sistema di difesa merita particolare attenzione perché è coinvolto in tutte le esperienze traumatiche: il trauma per definizione comporta sempre una minaccia alla vita o all'incolumità. Una volta attivato dalla percezione di una tale minaccia, il sistema di difesa si manifesta con una sequenza comportamentale invariata studiata da Porges nella sua Teoria Polivagale. La sequenza comportamentale tipica del sistema di difesa è descritta con le cosiddette quattro "F": Freezing, Flight, Fight, Feigned death. L'attivazione del sistema di difesa inizia con un'immediata e automatica immobilità (freezing, congelamento) comandata dal sistema ortosimpatico e accompagnata da tachicardia e iperpnea oltre che da un incremento del tono muscolare che ha il fine di preparare alla fuga (flight) o alla lotta (fight). La scelta fra la fuga e la lotta avviene durante la fase di congelamento, ed è legata a operazioni cerebrali che si svolgono a livello tronco encefalico, essa non richiede dunque l'intervento della coscienza di ordine superiore. Queste operazioni consistono in una valutazione puramente percettiva, non concettuale, dei rapporti di forza con l'aggressore (predatore). Se tale valutazione è favorevole all'aggredito, al freezing segue l'attacco al predatore, altrimenti la scelta è per la fuga. Se poi la fuga si rivela impossibile, può subentrare la manifestazione estrema, anch'essa automatica e mai frutto di processi mentali consapevoli, del sistema di difesa: una variante della sincope vagale nota come finta morte. Mentre le prime tre fasi dell'attivazione del sistema di difesa sono regolate dal sistema ortosimpatico, la finta morte è regolata da una sezione del nucleo del vago, il nucleo vagale dorsale. L'importanza per i clinici di conoscere le implicazioni dell'attivazione del nucleo dorsale del vago nelle esperienze traumatiche consiste nel fatto che tale attivazione può spiegare molti sintomi osservabili nei pazienti che soffrono degli esiti di traumi psicologici: i sintomi somatoformi di accasciamento e incertezza motoria, l'ottundimento e il tipico sentimento pervasivo di impotenza personale.


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